Indice Metodica originale

 

Metodica Originale

 

La Dott.ssa Maria Antonietta FUSCO, laureata in Medicina e Chirurgia, residente in Avellino-Italia, dopo molti anni di ricerca è riuscita a mettere in correlazione i vari muscoli della pianta del piede con le catene muscolari di tutto l'organismo e ad ideare un nuovo ed originale metodo di diagnosi e cura dei dolori muscolo-scheletrici e mio-fasciali, nonchè dei disturbi vascolari di cattiva circolazione venosa e linfatica degli arti inferiori.

Tale metodo innovativo si basa sul riconoscimento dei muscoli intrinseci della pianta dei piedi responsabili del mantenimento delle arcate ossee statiche normali. Un normale tono di tali muscoli associato a normale elasticità di legamenti e tendini, delle aponeurosi plantari e delle capsule articolari presenti nell'organizzazione architettonica tridimensionale dei piedi, permette un normale funzionamento di tutto l'organismo.

Non si tratta solo di una correlazione con gli organi e gli apparati interni,  già codificata dalla medicina tradizionale cinese, ma di un originale visione che permette di relazionare la situazione dell'appoggio podalico ad alterazioni di disposizione spaziale dei vari segmenti ossei a monte e delle varie situazioni di sovraccarico funzionale di ogni singola articolazione di tutto il corpo.

Il piede,secondo gli studi condotti, non viene più considerato solo come un organo di appoggio, ma come un vero e proprio organo sensoriale nervoso, capace di inviare informazioni (input) al Sistema Nervoso Centrale,in modo da poter organizzare, in base a tali informazioni, la distribuzione di tono muscolare ed elasticità fibro-fasciali di tutto il sistema antigravitazionale del corpo (output), e come organo vascolare periferico in cui nasce la "vis a tergo", la forza propulsiva meccanica che permette e facilita il ritorno venoso e linfatico lungo gli arti inferiori. 

La presente innovazione considera le alterazioni dell'appoggio dei piedi, piede piatto o cavo di diversa gravità; piede pronato o spinato; piede valgo o varo; dovute essenzialmente ad ipotono di alcuni dei muscoli intriseci che per questo non riescono a mantenere delle arcate ossee normali né in statica né in dinamica.

I muscoli responsabili sono essenzialmente 7 :

1) FLESSORE CORTO DEL PRIMO DITO

2) ADDUTTORE DEL PRIMO DITO

3) FLESSORE CORTO DEL QUINTO DITO

4) ABDUTTORE DEL PRIMO DITO

5) ABDUTTORE DEL QUINTO DITO

6) CUNEO PRONATORE

7) CUNEO SUPINATORE.

I due cunei riferiti appartengono al sistema Achilleo-Calcaneare e sono rappresentati quasi esclusivamente da tessuto fasciale comprendendo anche le inserzioni prossimali delle aponeurosi plantari. 

La Dott.ssa Fusco è stata la prima ad identificare tali muscoli o zone della pianta dei piedi come gli unici e soli responsabili del mantenimento delle arcate plantari ossee normali e di tutta l’architettura tridimensionale dei piedi e di tutte le strutture articolari del nostro organismo. Inoltre per la prima volta in assoluto, ha messo in connessione tali muscoli o zone con il funzionamento di tutto l’organismo per quanto riguarda l’apparato muscolo-scheletrico e locomotorio del nostro corpo, nonché la identificazione delle connessioni e dell’intima funzione di strutture nervose autonome presenti nella pianta dei piedi.

Come è noto nell'ambito delle nostre strutture mio-fasciali e capsulari sono presenti moltissime terminazioni nervose di tipo pressocettivo, esterocettivo e propriocettivo. Sono proprio queste terminazioni nervose autonome che, in modo assolutamente involontario fanno da informatori del cervello e di tutto il Sistema Nervoso Centrale, sia cranico che spinale, circa le condizioni del terreno su cui poggiamo, e di conseguenza controllano e determinano l’organizzazione spaziale tridimensionale di tutto l’organismo. 

Secondo questo nuovo ed originale metodo, è il cattivo funzionamento di queste terminazioni nervose indovate in strutture muscolari ipo o ipertoniche, o in strutture fasciali poco elastiche perché tese o estremamente rilassate, o in strutture capsulari con spazialità non perfettamente conservate e quindi in sovraccarico funzionale, che determina l'invio di input anomali al S.N.C. e di conseguenza output disarmonici a tutto il sistema antigravitazionale del nostro organismo.

In particolare derivano da tali input anomali le asimmetrie del bacino e/o delle spalle, le alterazioni di spazialità delle caviglie, delle ginocchia, delle anche, nonché le alterazioni delle normali curve della colonna vertebrale sia sul piano frontale: deviazioni laterali e scoliosi idiopatiche, sia sul piano sagittale: iperlordosi, ipercifosi, verticalizzazioni dei tratti lombare e/o cervicale,inversioni delle curve fisiologiche. Sono queste condizioni che come conseguenza portano a dolori articolari che nel tempo diventano continui e fastidiosi,fino a diventare invalidanti per il soggetto che ne soffre. Sono queste cattive informazioni provenienti dalle strutture podaliche disarmoniche a creare disarmonica distribuzione di tono muscolare e di elasticità fasciale, tendinea e capsulare delle strutture portanti del nostro organismo che devono sviluppare la forza antigravitazionale che ci permette di mantenere la stazione eretta,la cosiddetta catena statica. Secondo la Dott.ssa Fusco la disarmonica distribuzione della forza antigravitazionale lungo la catena statica del nostro organismo, determina la contrazione cronica di muscoli superficiali che dovrebbero essere utilizzati solo per svolgere un gesto dinamico e ritornare alle condizioni di riposo. Di conseguenza, è la contrazione cronica di grosse masse muscolari di muscoli superficiali tipo il deltoide, lo scaleno, il retto posteriore,il gluteo ecc., in modo asimmetrico lungo l’organismo a determinare l’alterazione della disposizione spaziale dei vari cingoli e delle varie articolazioni, con spalle e/o bacino asimmetrici,ginocchia deviate, anche non allineate, capo reclinato verso la spalla più alta ecc…

Poter riconoscere le strutture da cui partono tali informazioni anomale e soprattutto poter intervenire su di esse,riportando alla normalità tali informazioni, permette di influenzare la fisiologia generale del corpo umano a scopi terapeutici e rende possibile la correzione terapeutica di tutte le anomalie posturali ascendenti. Questo metodo, pertanto, garantisce, se il problema di partenza è podalico,di eliminare i sintomi riportando alla normalità la disposizione spaziale dei vari segmenti ossei alterati e dolenti.

Sul versante vascolare, invece, la formazione di una forza propulsiva antigravitazionale valida da imprimere alla colonna liquida ematica durante la deambulazione è garantita non solo dalla contrazione dei muscoli gemelli dei polpacci, ma anche e primariamente da una normale elasticità delle arcate plantari che durante l'evoluzione del passo riescono a deformarsi ed a spremere il sangue fuori dalla suola venosa di Legjan posizionata nella pianta dei piedi. Nella pianta dei piedi, quindi, non è la contrazione dei muscoli intrinseci a determinare la sistole venosa, ma la elasticità delle strutture che reggono le arcate ossee che, permettendo una normale deformabilità delle stesse,ottengono un effetto spremitura tra il suolo e la scarpa rigida e le arcate ossee abbassate durante la deambulazione. Anche per questa funzione, riconoscere ed intervenire sulle strutture muscolo-legamentose che sono in ipertono o in ipotono, permette di riportare la funzione di pompa alla normalità eliminando sia i sintomi soggettivi, tipo senso di pesantezza delle gambe, gonfiori, ecc., ma anche ectasie venose, capillari, teleangectasie e varici.

Questa nuova visione dei problemi posturali ha portato la Dott.ssa Fusco a coniare il termina di “neuro-bio-meccanica”. L’assetto del nostro organismo non può essere riportato solo allo studio delle leve rigide di sostegno, le ossa, ma dipende essenzialmente dalle informazioni periferiche derivanti dall’interazione tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Nel caso specifico tra le terminazioni nervose autonome presenti nella pianta dei piedi ed il terreno di contatto. Si evince pertanto che le pure leggi della meccanica, che riferite al nostro organismo prendono la denominazione di bio-meccanica, non sono sufficienti a spiegare le alterazioni che troviamo nei nostri pazienti né a farci avere un chiaro quadro fisiopatologico di tali alterazioni. Solo con questa visione neuro-bio-meccanica del funzionamento dell’insieme del nostro organismo, riusciamo a comprendere che tutte le asimmetrie del corpo,oggi definite “atteggiamento”, sono dei veri e propri quadri clinici patologici che determinano sintomi e sofferenza nel 78% della popolazione mondiale( malattie funzionali ).

In un recente articolo apparso su Lancet, il Dott. Anderson offre una vivida documentazione dell'impatto del mal di schiena cronico nelle società industriali. Negli Stati Uniti è la causa più frequente delle limitazioni delle attività lavorative negli individui con meno di 45 anni, la seconda ragione più frequente per le visite presso un medico,la terza più comune per interventi chirurgici. Un numero enorme di persone,circa il 2% di tutta la popolazione lavorativa americana, riceve ogni anno compensi dalle assicurazioni per il mal di schiena.

Il mal di schiena esige un tributo altrettanto pesante in Europa.

In Gran Bretagna è responsabile del 12% di giornate lavorative perdute per malattia.

In Svezia, negli ultimi 30 anni, ha causato dall'11% al 20% delle giornate di lavoro perse.

Soprattutto,afferma Anderson, in un solo anno l'8% di tutta la popolazione svedese assicurata contro le malattie è stata registrata almeno una volta con la diagnosi di mal di schiena.

Invece con questo inquadramento, assolutamente nuovo ed originale, la Dott.ssa Fusco è potuta arrivare ad una diagnosi eziologica dei disturbi muscolo-scheletrici ed in particolare del mal di schiena. E' intervenuta,inoltre, con una terapia fisiologica,nell’assoluto rispetto dell’intimo funzionamento della complessità del nostro organismo,ottenendo non solo la vittoria sui sintomi,ma addirittura la normalizzazione dei segmenti ossei con eliminazione delle asimmetrie corporee e della disposizione spaziale delle ossa, anche ai controlli radiografici.   

METODO DI INDAGINE CLINICO

La diagnosi clinica consiste nell’uso di tests specifici per riconoscere se i problemi posturali del paziente e le algie muscolo-scheletriche sono solo a partenza podalica,e per questo  definite ASCENDENTI, a partenza da altri recettori presenti nel cranio,e per questo definite DISCENDENTI, o a partenza bilaterale e per questo definite MISTE.

Per tale diagnosi si è codificato il “test dei rotatori”.

Tutti i problemi posturali sono caratterizzati da disarmonica distribuzione del tono muscolare tra i due lati del nostro corpo. Analizzare il tono dei muscoli rotatori dell’anca è molto semplice e se c’è un diverso tono di questo muscolo tra l’arto inferiore di destra e quello di sinistra, significa che il paziente ha problematiche di tipo posturale.

Per indagare se le problematiche posturali partono da input anomali provenienti dai recettori craniali basta posizionare la mano controlaterale sulla spalla omolaterale all’ipertono del rotatore; se l’ipertono scompare siamo di fronte ad una problematica DISCENDENTE.

Per indagare se le problematiche posturali partono da input anomali provenienti dai recettori podalici,si posiziona la mano omolaterale all’ipertono sotto la nuca; se l’ipertono scompare siamo di fronte ad una problematica ASCENDENTE.

Se l’ipertono scompare in tutte e due le manovre, siamo di fronte ad una problematica MISTA.

Per il riconoscimento dei muscoli ipotonici della pianta dei piedi, la Dott.ssa FUSCO ha ideato un metodo clinico di tipo neurologico. Ha correlato la funzione degli esterocettori cutanei della zona di inserzione di ognuno dei singoli muscoli da indagare con un test muscolare su un muscolo campione. Ha cioè correlato un test kinesiologico classico della Kinesiologia Applicata secondo Goodheart ai punti di inserzione di ogni singolo muscolo intriseco della pianta dei piedi indicato come responsabile del mantenimento delle arcate plantari statiche normali.   

Si tratta di un challenger modificato: scelto un muscolo campione, ad esempio il deltoide, e valutata la sua forza di base,si rivaluta tale forza dopo aver impresso una stimolazione tattile molto delicata in ciascun punto di inserzione del muscolo della pianta dei piedi da valutare. Se il muscolo campione rimane forte, il muscolo della pianta dei piedi sollecitato funziona bene e non necessita di stimolazione;se il muscolo campione si indebolisce, il muscolo della pianta dei piedi sollecitato funziona male e necessita di stimolazione.

Questo modo di utilizzare la Kinesiologia applicata è assolutamente originale ed è stato da me equiparato ai tests neurologici tipo il riflesso patellare o ulnare, e si può utilizzare solo a scopo diagnostico.

FASE TERAPEUTICA

La fase terapeutica si rivolge essenzialmente alla correzione dei muscoli che si presentano in ipotono. Qualsiasi intervento rivolto ai muscoli già in tensione aumentata non viene accettata dall’organismo, possiamo solo intervenire con una stimolazione selettiva sui muscoli e sulle fascie che risultano rilassati ed in ipotono.

Fino ad oggi,la concezione puramente meccanica e meccanicistica del funzionamento dei nostri apparati di sostegno e di locomozione,ha determinato che l’intervento terapeutico sul cattivo appoggio della pianta dei piedi, consisteva nell’uso di supporti passivi più o meno rigidi, che posizionavano passivamente la pianta dei piedi in posizione simil fisiologica. L’uso di questi presidi non ha mai corretto né l’appoggio né tanto meno le alterazioni posturali dell’intero organismo.

La fase terapeutica messa a punto ed ampiamente sperimentata dalla Dott.ssa Fusco,si avvale dell'uso di una stimolazione esterocettiva, pressocettiva, propriocettiva e reflessogena per la correzione dei disturbi muscolo-scheletrici, mio-fasciali e vascolari, del tipo adatto ad essere inserito all'interno di scarpe e comprendente rigonfiamenti elastici. In questo modo, effettuata la diagnosi clinica che permette di riconoscere i muscoli della pianta dei piedi che funzionano male e sono in ipotono,è possibile praticare detta stimolazione senza arrecare disturbo al paziente per ore ed ore, semplicemente inserendo tale stimolazione nelle scarpe.

Il concetto di rivolgersi all’uso di materiali elastici e morbidi è partito dall’idea che a rendere “sorda” la nostra pianta dei piedi sia il contatto continuo con terreni rigidi e suole di scarpe sempre più rigide. Se è vero che i nostri piedi devono funzionare come sensori e devono avvertire le diversità del terreno su cui poggiamo ed informare di questo il S.N.C., è anche vero che la deambulazione su terreni uniformemente rigidi riducono la sensibilità di tali recettori.

Ho attuato una stimolazione con materiale elastico,in particolare materiale che esprime una forza elastica pari al peso a cui viene sottoposto.H o scelto il caucciù naturale o gommapara naturale, assolutamente anallergica, ridotta in particelle discrete di forma sostanzialmente irregolare, sì da garantire l’espressione della forza elastica di sollecitazione, inalterata nel tempo per almeno un anno.

Il contatto col piede è mantenuto da un materiale di rivestimento morbido e piacevole al tatto in materiale anallergico quale l’alcantara, che garantisce inoltre una notevole resistenza all’usura.

I plantari posturali propriocettivi ad azione neuro-bio-meccanica  ideati ed a lungo sperimentati dalla Dott.ssa Fusco sono costruiti dalla ditta KS  ITALIA con la denominazione di "ATTIVO KS MEDICAL".

 

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